Ed ancora, altri fattori predisponenti il prolasso genitale sono la debolezza o l’ipofunzione del muscolo elevatore dell’ano associate all’invecchiamento e allo stato postmenopausale.
Analogamente dati scientifici relativi alla composizione del tessuto connettivo pelvico documentano di casi di prolasso o dell’associazione tra prolasso genitale e varicosità del circolo venoso emorroidario o degli arti inferiori.
Tra gli altri elementi scatenanti il prolasso genitale si possono annoverare: la stipsi, la tosse cronica, il sovrappeso e tutte le attività lavorative o ricreative che comportino un aumento delle forze gravitazionali o delle pressioni endoaddominali.
Medicina
La sindrome da OCCHIO SECCO o DRY EYE è divenuta nel giro di poco più di un decennio, una delle patologie più diffuse in assoluto. Si ritiene che oltre il 55% (circa 30 milioni di persone) della popolazione italiana abbia l’occhio secco in forme differenti per gravità. Le cause di questa patologia sono state in passato differenti e soprattutto a carico del sesso femminile ed in età adulta. La forma più grave, “SINDROME DI SJOGREN”, è dovuta ad un’alterazione del Sistema Immunitario ed è spesso associata ad una patologia reumatologica. Per fortuna l’incidenza della secchezza oculare Sjogren è limitata, ma accompagnata da una vera moltitudine di forme analoghe, meno gravi,
Che cos’è il Tremore Neurogeno?
Per spiegare il tremore neurogeno possiamo fare l’esempio di tutte quelle sitiuazioni in cui avvertiamo una reazione improvvisa di fronte ad una situazione di panico o ansia. Quel tremolio totalmente incontrollabile che si manifesta spontaneamente si chiama Tremore Neurogeno e sia nel mondo umano che in quello animale (ad esempio nella fuga da un predatore) sembra essere la risposta più naturale per ripristinare il benessere fisico e mentale in seguito ad un forte stress.
Quello del varicocele è uno degli argomenti più controversi dell’area della infertilità maschile, anche se dovremmo sempre più parlare di infertilità di coppia piuttosto che di fertilità in compartimenti stagni. E comunque, molti non urologi, specialisti della infertilità, sono scettici in merito al ruolo del varicocele o della varicocelectomia, cioè la correzione del varicocele, nel trattamento della infertilità maschile. Al contrario, molti tra i miei colleghi urologi sono “entusiasti” in merito alla necessità di un trattamento della anomalia. Coloro che si occupano di riproduzione assistita (PMA) vedono da parte loro il trattamento del varicocele come un ritardo ed un ostacolo al successo della PMA stessa nel caso in cui il varicocele venga diagnosticato “tardi” nell’uomo e la donna abbia già una ridotta riserva ovarica. Trattare il varicocele e attenderne i benefici viene visto da questi colleghi come una perdita di tempo. Andiamo allora a fare chiarezza soprattutto per coloro che, profani dell’argomento, debbano prendere una decisione o consigliare un atteggiamento terapeutico in caso di diagnosi di varicocele. In poche parole chi può beneficiare del trattamento del varicocele in modo da rendere reversibili i danni al testicolo derivanti dal varicocele e come sviluppare strategie di prevenzione dello sviluppo di anormalità dei parametri seminali?

